Lancia, 1947, Aprilia II serie speciale, PininFarina

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Veicolo
Marca: Lancia
Modello: Aprilia
N. Cilindri / Cilindrata: 4 a V / 1485 cc
Potenza: 49 CV
Velocità: 126 km/h
Lunghezza: 445 cm
Larghezza: 150 cm
Altezza: 150 cm
Anno: 1947
Esemplari prodotti: 12.932
Marca carrozzeria: Pinin Farina
Tipo carrozzeria: Berlina

Lancia, 1947, Aprilia II serie speciale, PininFarina

Lancia Aprilia II serie speciale, PininFarina, 1947


Sia la I che la II serie dell’Aprilia furono offerte con telai con passo diverso in modo da poter essere allestite con vari tipi di carrozzeria o essere vendute come autotelai nudi per i carrozzieri indipendenti. Tutti i maggiori carrozzieri italiani (Bertone, Touring, Vignale, Pinin Farina per citarne alcuni) crearono bellissime carrozzerie per il telaio Aprilia, che in certi casi somigliava a una piccola Astura. Negli anni Trenta lo stile americano, vistoso e opulento, aveva influenzato tutti i carrozzieri italiani e europei che dopo la guerra tornarono ad una più sobria eleganza esaltata dalle carrozzerie “pontoon fender”. Queste integravano i parafanghi nella linea della vettura, eliminando la profonda modellatura degli stessi che aveva segnato lo stile precedente. La vettura del Museo è stata creata da Pinin Farina su un telaio lungo tipo 439; da questa creazione si può notare l’evoluzione dello stile con i fanali che vengono inglobati nella linea del frontale e le pedane laterali che tendono ad essere eliminate. Il naturale sviluppo di queste linee porterà in seguito alla nascita dell'Aurelia. L’Aprilia fu un'automobile di successo amata e apprezzata, la sua produzione cessò nel 1949. Questa vettura del Museo Nicolis è conservata.

Approfondimento – Una Lancia Aprilia per Claretta Petacci
Un documento del 1939, Anno XVII dell’Era Fascista, racconta una storia che intreccia automobile, costume e politica. Si tratta della scheda di vendita di una Lancia Aprilia acquistata da Claretta Petacci, residente a Roma, per la cifra di 45.000 lire. L’auto era targata 67638 ROMA.
Una somma considerevole per l’epoca: basti pensare che un professore universitario a fine carriera percepiva uno stipendio medio netto mensile di circa 3.000 lire. L’Aprilia costava dunque l’equivalente di circa 15 mensilità, un valore che oggi potremmo stimare attorno ai 90.000 euro. Anche per una delle figure più influenti del tempo, l’acquisto non fu interamente in contanti: il documento testimonia infatti il ricorso alle cambiali, una forma di pagamento destinata a diventare comune soprattutto nel secondo dopoguerra.
Presentata al pubblico al Salone di Parigi nell’ottobre 1936, l’Aprilia rappresentava uno dei massimi esempi di innovazione tecnica e modernità stilistica della produzione Lancia. La prima serie (1937-1939) fu realizzata in oltre 10.000 esemplari, affiancata da migliaia di autotelai destinati a celebri carrozzerie italiane. Nel 1939 arrivò la Seconda Serie, con cilindrata aumentata a 1.486 cc e miglioramenti in elasticità e velocità.
Automobile d’avanguardia e autentico status symbol, la Lancia Aprilia si inserisce anche nella narrazione personale di Claretta Petacci. Le cronache raccontano che il primo incontro con Benito Mussolini avvenne il 24 aprile 1932 lungo la via del Mare, quando l’Alfa 6C 1750 Gran Turismo Zagato guidata dal Duce sorpassò la Lancia su cui viaggiava Claretta. Un episodio destinato a entrare nella storia, fino al tragico epilogo di Dongo nell’aprile 1945.
Fonte: www.carandfriends.it