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A Luciano Nicolis il Premio Nazionale ASI 2026 conferito dall’Automotoclub Storico Italiano

A Luciano Nicolis il Premio Nazionale ASI 2026 conferito dall'Automotoclub Storico Italiano a Misano


Villafranca di Verona, 28 settembre 2026 – A Luciano Nicolis, fondatore del Museo Nicolis di Villafranca di Verona, il Premio Nazionale ASI 2026 per il Motorismo Storico, conferito dall’Automotoclub Storico Italiano.
L’importante riconoscimento nazionale è stato consegnato al Misano World Circuit da Alberto Scuro, Presidente ASI e FIVA, ai figli Silvia e Thomas Nicolis, in occasione di ASI Fest 2026, l’evento che ha celebrato il 60° anniversario dell’Automotoclub Storico Italiano.

Un tributo alla figura di Luciano Nicolis e alla sua straordinaria passione per il motorismo storico, che lo ha portato a dedicare la vita al recupero, alla conservazione e alla condivisione di testimonianze uniche della storia della mobilità. Imprenditore e collezionista, Luciano Nicolis ha trasformato una passione coltivata per tutta la vita in un autentico progetto culturale, culminato nel 2000 con la nascita del Museo Nicolis, oggi censito tra le 100 collezioni più importanti al mondo. Un patrimonio articolato in dieci collezioni che, attraverso automobili, motociclette, biciclette e innumerevoli testimonianze dell’ingegno umano, racconta l’evoluzione della tecnica e della società.

«Con il Premio Nazionale ASI 2026 per il Motorismo Storico rendiamo omaggio alla memoria di Luciano Nicolis, pioniere e figura simbolo del settore, che ha dedicato la propria vita alla ricerca, al recupero e alla valorizzazione di straordinarie testimonianze della storia della mobilità. La sua lungimiranza è stata comprendere che conservare un veicolo storico significa custodire una parte della storia del nostro Paese e consegnarla alle generazioni future. Da questa convinzione è nato anche il Museo Nicolis, oggi punto di riferimento per la cultura della mobilità. Luciano Nicolis ha contribuito a trasformare il collezionismo in una forma di tutela e valorizzazione condivisa del nostro patrimonio» dichiara Alberto Scuro, Presidente ASI e FIVA.

Il riconoscimento assume un significato ancora più profondo nell’anno del 60° anniversario di ASI, che ha posto al centro delle celebrazioni il patrimonio culturale motoristico italiano: una storia costruita attraverso i veicoli, ma anche grazie alle famiglie imprenditoriali, ai carrozzieri, agli ingegneri e ai designer che hanno contribuito all’evoluzione della mobilità. È una storia che Luciano Nicolis ha voluto preservare e condividere dando vita al Museo Nicolis, luogo in cui tecnica, impresa, design e cultura raccontano insieme l’evoluzione della società.

«Ricevere questo riconoscimento dedicato a mio padre è per me motivo di profonda emozione e orgoglio. Luciano ha dedicato la sua vita al lavoro, alla famiglia e a una passione autentica per tutto ciò che rappresentava ingegno, storia e capacità dell’uomo di creare. Il Museo è nato dal suo desiderio di condividere, non semplicemente di collezionare. Sapere che ASI riconosce oggi il valore della sua visione significa vedere quella passione ancora viva nelle persone che entrano al Museo e scoprono la sua storia», commenta Silvia Nicolis, Presidente del Museo Nicolis.

«Questo Premio è un grande orgoglio per la nostra famiglia e riconosce la lungimiranza di nostro padre. Aveva capito con grande anticipo che conservare il patrimonio motoristico non era soltanto una passione collezionistica, ma una responsabilità culturale. È lo stesso principio che guida il nostro modo di fare impresa: riconoscere il valore di ciò che abbiamo tra le mani, prendercene cura e dargli nuova vita», commenta Thomas Nicolis, Presidente Gruppo Lamacart.

Il Premio Nazionale ASI 2026 si inserisce nel contesto di ASI Fest, che dal 25 al 27 settembre ha riunito a Misano le diverse anime del motorismo storico per celebrare sessant’anni di attività dell’Automotoclub Storico Italiano nella tutela e valorizzazione di questo patrimonio.

Per il Museo Nicolis, il Premio rappresenta un ulteriore riconoscimento all’eredità culturale del suo fondatore e a una visione che continua ancora oggi a guidarne l’attività.

MOTIVAZIONI DEL PREMIO
Il Premio Nazionale ASI 2026 per il Motorismo Storico va alla memoria di Luciano Nicolis, pioniere e figura simbolo del settore, custode lungimirante di una straordinaria eredità tecnica, culturale e umana. Luciano Nicolis ha dedicato la propria vita alla ricerca, al recupero, alla conservazione e alla valorizzazione di automobili, motociclette, biciclette, mezzi di trasporto e testimonianze della storia della mobilità, sottraendoli all’oblio e consegnandoli alle generazioni future. La sua straordinaria lungimiranza lo portò a comprendere che conservare un veicolo storico non significava semplicemente preservare un oggetto, ma custodire una parte della storia del nostro Paese: l’ingegno, il lavoro, l’industria, il costume, la creatività e le trasformazioni sociali che quei mezzi hanno accompagnato e raccontato. Da questa visione nacque anche il Museo Nicolis, divenuto nel tempo una delle più prestigiose realtà italiane dedicate alla cultura della mobilità e un punto di riferimento per appassionati, studiosi e visitatori provenienti da tutto il mondo. Nell’anno in cui l’Automotoclub Storico Italiano celebra il 60° anniversario della propria fondazione, il Premio assume un significato ancora più speciale: ricordare Luciano Nicolis significa rendere omaggio a uno dei padri e dei pionieri del motorismo storico italiano, a una figura che ha contribuito, con la propria opera e la propria visione, a trasformare il collezionismo da semplice passione individuale a forma di tutela e valorizzazione condivisa.

A Luciano Nicolis, pioniere del motorismo storico italiano, per aver conservato il passato e averlo consegnato al futuro.

LUCIANO NICOLIS - BIOGRAFIA
Luciano Nicolis (San Massimo, Verona, 19 gennaio 1933 – Villafranca di Verona, 21 aprile 2012) è stato imprenditore, collezionista e fondatore del Museo Nicolis, inaugurato a Villafranca di Verona nel 2000.
Con il Museo realizza quello che amava definire il suo “sogno lungo una vita”, nato quando era ancora ragazzo. Per conto del padre Francesco, inizia giovanissimo nel secondo dopoguerra, a occuparsi del recupero della carta, percorrendo in bicicletta i paesi vicini alla ricerca di materiali da raccogliere e riutilizzare.
Da quell’esperienza nascerà nel tempo Lamacart, oggi Gruppo industriale attivo nel recupero e nella valorizzazione della carta.

Luciano ricordava così quegli anni:
«Ora lo ricordo con piacere, ma da piccolo me ne vergognavo. Quando facevo la terza media, finita la scuola, nel pomeriggio andavo in bicicletta a Mantova a caricare sacchi di carta. La guerra era finita da poco e io, a 14 anni, pedalavo in cerca di fortuna, alla ricerca di sacchi ex cemento, quelli vuoti scartati dai muratori. Ne caricavo fino a 300, rincasavo spingendo 60 kg di sudore. Mi rendevano bene e mio padre era felice.
Il fascino per la meccanica e le automobili mi aveva stregato. Volevo dare vita ai miei sogni e realizzare le mie speranze. Quando incrociavo un’automobile pensavo: un giorno avrò anch’io una bella auto… forse due… forse tre…»

Quella passione accompagnerà Luciano Nicolis per tutta la vita. Con curiosità, intuito e una straordinaria sensibilità per la memoria degli oggetti, ricerca in Italia e nel mondo testimonianze rare e preziose, spesso recuperandole prima che andassero perdute. Nel corso degli anni riunisce migliaia di opere dell’ingegno umano: automobili, motociclette e biciclette, ma anche macchine fotografiche, macchine per scrivere, strumenti musicali e numerosi altri oggetti capaci di raccontare l’evoluzione della tecnica e della società.

Nel 2000 decide di trasformare la propria collezione privata in un patrimonio da condividere con il pubblico e inaugura il Museo Nicolis. Una scelta che racchiude la sua filosofia: recuperare, conservare e restituire valore. Alla materia, attraverso l’attività imprenditoriale; alla memoria, attraverso il Museo.

È questa visione, insieme alla passione per il lavoro e alla capacità di riconoscere il valore delle cose prima ancora che diventassero testimonianze storiche, a rappresentare oggi l’eredità culturale e imprenditoriale di Luciano Nicolis.

NOTA: Il Premio Scultura riproduce la vettura simbolo del Museo Nicolis: Lancia Astura Mille Miglia del 1938 

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