Fiat, 1925, 501 torpedo

Home / Le Automobili / Fiat, 1925, 501 torpedo
Veicolo
Marca: Fiat
Modello: 501 torpedo
N. Cilindri / Cilindrata: 4/1460 cc cc
Potenza: 23 CV
Peso: 900 kg
Lunghezza: 386 cm
Larghezza: 158 cm
Altezza: 175 cm
Anno: 1925
Esemplari prodotti: 66.864
Marca carrozzeria: Fiat
Tipo carrozzeria: Torpedo 3 porte

Fiat, 1925, 501 torpedo

Fiat 501 torpedo, 1925


La 501 fu il primo modello Fiat interamente progettato dopo la Grande Guerra, avviato alla produzione a metà del 1919, e segnò il debutto della Casa torinese nel settore dell’automobile utilitaria. Nata per soddisfare le esigenze della famiglia media, la 501 era economica, robusta e di facile manutenzione. Grazie anche alla varietà di carrozzerie offerte (torpedo, spider, landaulet, limousine, berlina, cabriolet, taxi, siluro sport) riscosse anche un buon successo internazionale. Dal 1919 al 1926 ne furono costruite circa 70.000 unità ed esportate quasi 40.000.
A partire dagli anni venti Fiat introdusse aggiornamenti e optional su richiesta: tra questi furono proposte soluzioni per il comfort "all-weather", ossia per tutte le stagioni, con capote e chiusure laterali migliorate. Inoltre dal 1925, a richiesta e con supplemento, la vettura era offerta con l’installazione di freni a espansione anche sulle ruote anteriori per migliorare la frenata nelle versioni più accessoriate. La vettura esposta al Museo, di qualche anno successiva all’altro esemplare del Museo, è proprio allestita con equipaggiamento «all-weather».

APPROFONDIMENTO - Dalla guerra alla produzione in serie: la nascita della Fiat 501
Dopo la Prima guerra mondiale l’industria europea dovette riconvertire la produzione bellica alla meccanica civile. Anche Fiat guardò con attenzione ai metodi introdotti negli Stati Uniti da Henry Ford, dove già dal 1913 la catena di montaggio aveva rivoluzionato il lavoro in fabbrica: operazioni ripetute, postazioni fisse e veicoli che avanzavano di stazione in stazione. Il successo della Ford Model T, venduta in milioni di esemplari anche in Europa, rese evidente la necessità di modernizzare gli impianti produttivi italiani. Giovanni Agnelli avviò così nel 1916 la costruzione del grande stabilimento del Lingotto, completato tra il 1921 e il 1923, autentico simbolo dell’industrializzazione novecentesca.
In questo contesto nasce nel 1919 la Fiat 501, destinata a diventare un modello chiave per almeno quattro ragioni: è la prima Fiat del dopoguerra, in un clima di rilancio dell’automobilismo civile; è tra le prime vetture realizzate con i nuovi criteri della produzione in serie al Lingotto; rappresenta la risposta italiana alla diffusione della Model T; inaugura una lunga tradizione di modelli identificati da una numerazione “500”, destinata a proseguire fino alla metà degli anni Trenta.
Pensata come passo decisivo verso l’automobile utilitaria, monta un motore da 1.460 cc ed è la vettura più compatta ed economica della gamma Fiat dei primi anni Venti. Il prezzo, attorno alle 30.000 lire, rimane impegnativo ma competitivo rispetto ai contenuti offerti.
Robusta, semplice da mantenere e proposta in numerosissime varianti – torpedo, spider, coupé, cabriolet, taxi, versioni sportive – la 501 eredita l’impostazione della precedente Tipo 70. La comunicazione dell’epoca insisteva proprio sulla sua affidabilità, descrivendola come un’auto facile da riparare e adatta anche agli impieghi più gravosi. Coerentemente con questa filosofia, solo dal 1925 furono disponibili a richiesta i freni anteriori: in origine la vettura frenava sulle sole ruote posteriori.
Il pubblico premiò la scelta: tra il 1919 e il 1926 vennero costruiti circa 70.000 esemplari, molti dei quali esportati in diversi mercati europei, con particolare successo della versione torpedo.