Ferrari, 1991, Testarossa, Pininfarina
Ferrari Testarossa, Pininfarina, 1991
Quest'auto fece il suo debutto mondiale al cabaret Lido sugli Champs Élysées in occasione del Salone di Parigi del 1984, confermandosi una vera diva. Ferrari presentò così l’erede della 512 BB, riutilizzando a distanza di 27 anni un nome assai caro alla casa del Cavallino Rampante: Testarossa. Dotata del V12 da 180° della progenitrice, la Testarossa è in grado di toccare i 290 chilometri all’ora e staccare lo 0-100 in soli 5,8 secondi.
Oltre alle notevoli prestazioni, la nuova Ferrari stupisce anche per la sua linea, firmata da Pininfarina: il posteriore largo che lascia posto al motore e le grandi griglie laterali che contribuiscono al raffreddamento dello stesso, caratterizzano la vettura in maniera unica. La sua silhouette leggendaria fu influenzata anche da alcuni requisiti ingegneristici fondamentali: la carrozzeria della 512 BB si basava sulla posizione anteriore dei radiatori, il che convinse Ferrari a spostarli ai lati della Testarossa. Ciò fece aumentare inevitabilmente le dimensioni dell'auto, che nella carreggiata posteriore era 152 mm più larga del modello precedente, generando un'opportunità in termini di design.
Toccando l'apice del modernismo anni '80 della Casa di Maranello, le linee esagerate della Testarossa la fecero entrare di diritto nella cultura pop. Il ruolo delle due Testarossa monospecchio nella famosa serie TV Miami Vice, dove nella prima stagione appariva una copia della Daytona Spider, fu un product placement di enorme successo. La sua apparizione nella serie concorrerà a renderla una delle auto simbolo degli anni ’80 insieme alla sua rivale, la Lamborghini Countach.
Aggiornata esteticamente e meccanicamente nel 1992, la vettura cambierà nome in 512 TR e successivamente nel 1994 debutterà l’ultima evoluzione del progetto, chiamata F512 M, l’ultima Ferrari a motore a 12 cilindri piatto.
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