Lorraine-Dietrich, 1921, B 2.6
Lorraine-Dietrich B 2.6, 1921
Lorraine-Dietrich è stato uno dei marchi pionieri della storia dell’automobilismo: nei primi anni del Novecento figurava tra i sei maggiori produttori mondiali. Le sue origini risalgono al 1897, quando il costruttore di vagoni ferroviari De Dietrich avviò la produzione di automobili nello stabilimento di Lunéville, in Lorena.
Nel 1904 una divisione autonoma dell’azienda iniziò a commercializzare vetture Turcat-Méry costruite su licenza con il nome De Dietrich; per distinguere la propria produzione, i fondatori adottarono quindi la denominazione Lorraine-Dietrich. Dal 1908 il marchio si identificò con l’emblema della croce di Lorena su fondo blu affiancata da due cicogne bianche. All’attività automobilistica si affiancarono presto la produzione ferroviaria e, durante la Prima Guerra Mondiale, quella di motori aeronautici. Con il Trattato di Versailles del 1919, l’Alsazia e la Lorena tornarono alla Francia.
Prodotta esclusivamente nel 1921, la B 2.6 è la capostipite di una serie evolutasi nella B 3.6, rimasta in produzione fino ai primi anni Trenta. La versione torpedo conservata al Museo, proposta a un prezzo competitivo e destinata alla media borghesia, interpreta con sobrietà lo stile americano allora dominante, integrando soluzioni tipiche delle vetture francesi degli anni Venti: fanali elettrici, avviamento elettrico e diffuse finiture nichelate.
La vocazione sportiva del modello troverà consacrazione con la versione Sport della B 3.6, capace di raggiungere i 150 km/h e vincitrice della 24 Ore di Le Mans nel 1926.










































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