Alfredo Mastrangelo

Da sempre appassionato di motori, tecnica ed “opere d’arte” della meccanica, visito il Museo per la prima volta circa dieci anni fa. Come un bambino davanti ad un vaso di caramelle, con gli occhi spalancati ammiro, dettaglio per dettaglio, ogni singolo pezzo esposto. Il Sig. Luciano, accortosi di me, mi guida in ogni angolo, anche […]

Da sempre appassionato di motori, tecnica ed “opere d’arte” della meccanica, visito il Museo per la prima volta circa dieci anni fa. Come un bambino davanti ad un vaso di caramelle, con gli occhi spalancati ammiro, dettaglio per dettaglio, ogni singolo pezzo esposto. Il Sig. Luciano, accortosi di me, mi guida in ogni angolo, anche il più riservato del Museo. Mi affascina con i suoi racconti illustrandomi ogni pezzo. Volto lo sguardo ed è ora di chiusura. Sono passate circa quattro ore e pensavo fossero venti minuti. Nell’andar via mi regala una copia del suo libro “L’uomo e il sogno” autografata, che custodisco gelosamente. Tornai a trovarlo altre volte nel corso degli anni e tutte le volte come la prima. Diceva che: “solo un pazzo può spendere tutto quel denaro dietro ad una cosa così (ndr – il museo)”. Era, invece, lucido, determinato e consapevole di avere fatto qualcosa di grande di cui essere fiero. Fino ad oggi, a parte il Sig. Nicolis, non incontrato nessuno con tanta passione per quello in cui si crede. Un uomo d’altri tempi, ma con i piedi ben saldi nel presente in cui viveva. Solo chi è generoso come lo �� stato lui può vivere una vita per realizzare un sogno da regalare a tutti noi. Grazie per questo.

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