Edison, Ediphone
Dittafono "Ediphone", fine 800
Questo apparecchio è un dittafono a cilindri di cera montato su un carrello metallico con struttura in ghisa, progettato per la registrazione e la riproduzione del suono. Il cilindro viene inserito sul mandrino e inciso o riletto da una testina mobile, collegata a una cornetta che funge sia da imbuto per la registrazione sia da tromba per l’ascolto. Il movimento è assicurato da un motore elettrico con trasmissione a cinghia, mentre una leva consente di selezionare le funzioni di registrazione, riproduzione o arresto.
Il dispositivo si basa sul principio del fonografo brevettato da Thomas Alva Edison nel 1877, primo sistema capace di fissare e riprodurre il suono tramite incisione meccanica. Dopo l’iniziale uso musicale, il cilindro trovò un’importante applicazione in ambito professionale, soprattutto negli uffici, per la dettatura e la successiva trascrizione dei documenti.
Diffusi tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, i dittafoni a cilindro rimasero in uso fino agli anni Cinquanta, quando vennero progressivamente sostituiti dai sistemi di registrazione magnetica. Esposto al Museo Nicolis, questo strumento testimonia le origini della registrazione sonora e l’evoluzione delle tecnologie della comunicazione.








