Novembre 2021

Appuntamento mensile con la newsletter del Museo Nicolis.

Un viaggio emozionante al Museo Nicolis

Speciale di Studio Aperto Mag

Cari amici,

che piacere ritrovarvi nel nostro appuntamento mensile!

Oggi sono felice di condividere con voi un bellissimo servizio che ha visto protagonista il Museo Nicolis.
È venuto a trovarci Studio Aperto MagTG Mediaset, che ha realizzato uno speciale dedicato al museo.

Grazie Alberto Porta per aver interpretato con passione questo sogno.

Guarda il video

Come se ogni volta fosse la prima, è sempre una grande emozione raccontare la storia di mio padre, Luciano, e delle 10 collezioni.
Amo condividere con i visitatori storie e curiosità di questi preziosi gioielli della meccanica.

Link alla notizia

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16 novembre 1892 nasceva Tazio Nuvolari

Il più grande pilota di tutti i tempi

Correva l’anno 1892, era il 16 novembre, quando in un paesino della provincia mantovana, Castel d’Ario, nasceva uno dei più grandi piloti della storia dell’automobilismo mondiale, Tazio Nuvolari.

All’uomo più veloce l’animale più lento”: così Gabriele D’Annunzio nel 1932 regala al Mantovano Volante una piccola tartaruga d’oro che da quel momento diventa il suo simbolo.

Al Museo Nicolis lo ricordiamo con la leggendaria Coppa Vanderbilt, probabilmente il più grande trofeo realizzato nella storia: in argento massiccio, alto 70 cm e con un peso di 70 kg.

La Coppa, commissionata dal magnate Vanderbilt a Cartier per rilanciare l’omonima corsa promossa dal nonno William Vanderbilt, viene vinta dal grande Nuvolari su un’Alfa Romeo 12 cilindri nel 1936.

A prestissimo!
un caro saluto
Silvia Nicolis

Link alla scheda

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Lo sapevi che…
Alcuni aneddoti curiosi sulle nostre collezioni.

L’auto elettrica dei primi dei 900. Baker, Rauch & Lang “Double Drive Coach”, 1919.

Ebbene sì, anche l’auto elettrica esisteva già: nel 1894 a New York circolavano i primi taxi elettrici e nel 1912 si producevano circa 10.000 veicoli elettrici all’anno.

L’auto elettrica era semplicesilenziosapulita facile nella guida. Era la preferita dalle dame dell’alta società, che potevano guidarla senza dipendere dallo “chauffeur”, l’autista meccanico indispensabile invece per le complicate vetture a benzina.

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