Il Museo Nicolis nel film di Marco Tullio Giordana

Auto d’epoca del Museo Nicolis di Villafranca nel film “Sanguepazzo” di Marco Tullio Giordana che parteciperà al Festival del Cinema di Cannes il 19 maggio p.v. nel film Luca Zingaretti e Monica Bellucci al volante della raffinata Delahaye 135 del 1938.

14 Maggio 2008

Auto d’epoca del Museo Nicolis di Villafranca nel film “Sanguepazzo” di Marco Tullio Giordana che parteciperà al Festival del Cinema di Cannes il 19 maggio p.v. nel film Luca Zingaretti e Monica Bellucci al volante della raffinata Delahaye 135 del 1938.

Le automobili hanno sempre avuto un ruolo di primo piano nel cinema che le ha celebrate in tanti film indimenticabili. Ne è una conferma anche “Sanguepazzo”, l’ultima opera di Marco Tullio Giordana in uscita in questi giorni nelle sale italiane. Il film, che ha come protagonisti Monica Bellucci e Luca Zingaretti, racconta la tragica storia di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida.

Celebre coppia di attori nel periodo del fascismo, aderirono alla Repubblica Sociale e, nonostante non siano mai state provate loro responsabilità dirette, vennero fucilati nel 1945, cinque giorni dopo la Liberazione. Il rigore storico e la creatività della sceneggiatura hanno comportato una ricerca molto accurata delle vetture utilizzate nel film.

Per questo, Marco Tullio Giordana ha attinto anche alla collezione di auto d’epoca del Museo Nicolis, oggi una delle più importanti in Italia, che ha messo a disposizione della troupe una splendida vettura francese, la Delahaye, 135 M cabriolet carrozzata da Chapron, splendidamente restaurata da Dino Cognolato e personalmente dal fondatore del Museo Luciano Nicolis.

La Delahaye, la cui produzione iniziò nel 1894, è una delle vetture più rappresentative della grandeur francese in campo automobilistico e fu una vera palestra di esercitazioni stilistiche per i più grandi carrozzieri francesi. La splendida macchina grigio perla e blu del Museo Nicolis che Osvaldo Valenti.

Luca Zingaretti guida spavaldamente in tante scene del film, sfidando l’ortodossia nazionalista del regime che non amava (in alcuni casi proibendone l’importazione) le vetture straniere, presenta fra le altre caratteristiche anche la raffinatissima capote posizionabile alla “milord”, cioè chiusa parzialmente, in modo da proteggere solo i passeggeri che si accomodavano su sedile posteriore!

La collaborazione del Museo Nicolis con uno dei più importanti registi italiani e in occasione di un film importante, già selezionato per la Mostra del Cinema di Cannes, è uno dei tanti modi attraverso i quali il Museo Nicolis conferma la propria vocazione di realtà viva e dinamica che custodisce un grande patrimonio storico e culturale mettendolo però anche a disposizione di iniziative culturali di vario genere e in settori diversi, per mantenerne vivo il valore e la fascinazione e, soprattutto, per farlo conoscere con modalità e linguaggi diversi a un pubblico sempre più vasto.


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