Al Museo Nicolis la Haute Couture di due secoli

A fianco delle vetture storiche, una inedita collezione di abiti d’epoca, dalla fine ‘800 agli anni ’70.

12 Ottobre 2007

A fianco delle vetture storiche, una inedita collezione di abiti d’epoca, dalla fine ‘800 agli anni ’70

Collezione Andrea Casotto.

Villafranca (VR) dicembre 2007 – La moda femminile che ha attraversato il nostro secolo arriva al Museo Nicolis di Villafranca (VR) con un carico di magia e seduzione femminile. Una splendida collezione di abiti d’epoca, dalla fine 800 agli anni ’70, è appena stata inaugurata, per la gioia degli appassionati o di chi, semplicemente, ama le cose uniche e belle. Gli abiti, provenienti da sartorie italiane, francesi e inglesi, testimoniano la straordinaria sapienza e creatività che hanno caratterizzato la Moda europea di questo secolo e offrono uno spaccato delle abitudini e del gusto femminile nelle epoche che ci hanno preceduto.

Nell’allestimento creativo del Museo, che custodisce alcune delle più belle collezioni di auto d’epoca oggi esistenti, ogni abito è stato infatti posizionato a fianco di una vettura e collocato in un preciso periodo storico, a ricordarci che abiti e automobili sono stati due fra gli oggetti che più simbolicamente hanno rappresentato gli stili di vita e l’evoluzione della società moderna.

Come non sognare davanti all’abito parigino del 1900 in velluto viola con ganci, fiocchi e merletti che impreziosiscono maniche e corpetto, collocato a fianco della prestigiosa Cottereau del 1903, immaginando una bella signora francese pronta per una gita al Bois de Boulogne, oppure sfiorare il raso impalpabile dell’abito da sera anni ’30 realizzato dalla Sartoria Montorsi di Roma (ricordata anche per avere confezionato il vestito da sposa di Edda Mussolini Ciano, figlia di Benito Mussolini). L’abito, scollato, sontuoso, ha un leggero strascico e ci riporta allo splendore delle feste nei palazzi romani. L’auto “suggerita” dal Museo per il trasferimento della bella sconosciuta al ballo è una elegante Alfa Romeo 1750 “Castagna” di colore carta da zucchero del 1931.

Ma gironzolando fra le centinaia di auto di varie epoche, potete anche imbattervi in un capo da gran sera degli anni ’50, proveniente da una sartoria italiana. Anche in questo caso non è difficile immaginare la femme fatale cui è stato destinato: in seta nera, lungo, con applicazioni di pizzo nero e beige, spalline decorate e, tocco di elegante stravaganza, una raffinatissima mantellina in pizzo che, sicuramente, non sarà passata inosservata! Così come non passa inosservata la scintillante Lancia Aurelia Gt 2500 B20 nera nella quale sedeva, probabilmente, la bellissima di turno.

Il racconto potrebbe continuare con il tailleur da cerimonia in shantung carta da zucchero e motivi floreali neri dell’immediato dopoguerra, indossato al volante di una Bianchi S9 Sport del 1935 oppure con l’abito a fiori azzurri di manifattura francese che ricorda le danze sfrenate del Musical “ Grease”, perfetto a fianco della Ford Thunderbird del medesimo colore o, ancora, con il capo da passeggio di inizio secolo in panno e velluto marrone, composto da giacca, gonna e corpino, in bella mostra a fianco della Bianchi tipo C 20-30 hp del 1909, una vettura sorprendente anche per la serie di bellissimi accessori di cui era dotata e concludersi, perché no, con lo spettacolare abito da sposa in raso bianco di manifattura inglese, fotografato vicino alla sontuosa vettura che tutte le spose vorrebbero per “il giorno più bello della vita”, una Avion Voisin del 1921.

Ma al Museo Nicolis c’è questo e molto altro. Perché oltre alle centinaia di vetture storiche e, da oggi, alla collezione di abiti d’epoca, i visitatori troveranno moto e biciclette storiche, macchine per scrivere e fotografiche, inediti strumenti musicali di ogni epoca, opere dell’ingegno umano e molto, molto di più.

Villafranca, a pochi chilometri da Verona, è facilmente raggiungibile con ogni mezzo e una giornata al Museo Nicolis può essere indimenticabile per grandi e piccini. Perché non lasciarsi tentare?

Note per la Redazione

Il Museo Nicolis ha sede a Villafranca di Verona, in un avveniristico palazzo di vetro e acciaio. Creato dall’imprenditore veronese Luciano Nicolis (a capo della holding industriale Lamacart, che opera nel settore della carta) è stato inaugurato nel 2000 e da allora sempre aperto al pubblico. Le collezioni comprendono centinaia di auto, moto, biciclette, macchine fotografiche e per scrivere, strumenti musicali, opere dell’ingegno umano, biblioteca e ricchissimo archivio storico. A fianco dell’area espositiva, priva di barriere architettoniche e facilmente accessibile ai disabili, il Museo Nicolis dispone di un Centro Congressi con aree per meeting e reception, bookshop, percorsi didattici, spazi per mostre tematiche.    

Il Museo è associato a Museimpresa (l’associazione Italiana dei Musei e archivi d’impresa promossa da Confindustria e Assolombarda); Confindustria Verona, AISA (Associazione Italiana Storia dell’Automobile); ASI  (Automotoclub Storico Italiano) e a numerose associazioni industriali e territoriali.  

Collezione Andrea Casotto

Gli abiti femminili esposti, tutti rigorosamente originali fanno parte di una collezione privata di proprietà' di Casotto Andrea di Vicenza. La collezione copre un ampio arco temporale, con pezzi  tutti originali che vanno dal 1730 al 1960 e comprende oltre agli abiti anche  cappelli, busti, crinoline, scarpe guanti e accessori in genere. La collezione inoltre è disponibile per mostre ed eventi e consultabile per  motivi di studio.

Andrea casotto nasce a Vicenza nel 1973, già all'età di 7 anni la passione per il costume viene evidenziata dai suoi primi abiti di carnevale. A 12 anni, la macchina da cucire diventa per lui uno strumento di uso quotidiano, riparando piccoli capi di abbigliamento personali. Inizia a collezionare all'età' di 21 anni, cercando principalmente cappelli, in seguito inizieranno ad aggiungersi i primi abiti etc. La collezione ad oggi vanta più di 300 abiti per un totale di 1200 pezzi in totale ed è in continua e costante crescita, privilegiando tutto il 700 e l'800. Il pezzo forte… un abito (presumibilmente da sposa) del 1760 completo di velo ed in condizioni ottime.


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