Premio Museo Nicolis a Giovanni Rana.

Premio “Sfide d’Impresa” ai giovani imprenditori veronesi Alessio Scaboro e Lucio Biondaro.

L’eccellenza agroalimentare e il turismo d’impresa rappresentano un motore propulsivo insostituibile per la rinascita di questo Paese. Ne sono convinti gli imprenditori veneti intervenuti a Villafranca di Verona all’incontro promosso dal Museo Nicolis sul tema “Nord Est del Gusto, il bello e il buono dell’Italia: eccellenza agroalimentare e turismo d’impresa per rilanciare il Paese”. Un confronto di alto profilo e anche l’occasione per assegnare a Giovanni Rana, Fondatore e Presidente dell’omonimo Pastificio, il “Premio Museo Nicolis 2012”.

Creato nel 2000 dal fondatore del Museo, l’imprenditore veronese Luciano Nicolis, il Premio è un pubblico riconoscimento all’eccellenza dell’ imprenditoria veneta, a chi ha portato nel mondo il meglio del “Made in Italy” senza dimenticare, però, le proprie radici e creando valore nel proprio territorio.

Hanno partecipato al dibattito, moderato dal Direttore de “Il Mondo” Enrico Romagna Manoja, la Vicepresidente di Museimpresa e curatrice del Museo Alessi Francesca Appiani, il Presidente di Confindustria Verona Andrea Bolla, Matteo Lunelli, Presidente delle Cantine Ferrari e membro di Fondazione Altagamma oltre, naturalmente, a Giovanni Rana.

Francesca Appiani ha ricordato come i musei e gli archivi d’impresa – portatori di valori e brand prestigiosi e presenti su tutto il territorio nazionale – rappresentino un “bello” poco conosciuto e tuttora da scoprire. Si tratta di straordinarie testimonianze di storia industriale del nostro Paese, di un patrimonio culturale inesplorato che può stimolare un nuovo turismo d’impresa, creare nuovi poli di attrazione per il pubblico italiano e straniero e generare molteplici attività correlate. Un orientamento che trova sostegno concreto nelle attività di Museimpresa, l’Associazione creata da Confindustria e Assolombarda per valorizzare i musei e gli archivi d’impresa e che vede fra gli associati istituzioni come lo stesso Museo Nicolis o come il Museo Alessi, interprete prestigioso dell’innovazione e del design italiano. Il Museo guidato da Francesca Appiani, realizzato da Alessandro Mendini, è stato inaugurato nel 1998 a Omegna, sede della società fondata nel 1921. Protagonista di primo piano del fenomeno “Fabbriche del Design Italiano”, Alessi ha promosso importanti iniziative culturali internazionali. L’ultima, in ordine di tempo, è stata “(Un)Forbidden City”, presentata in occasione della Beijng Design Week con l’intento di esplorare il potenziale del design cinese nell’ambito dell’oggetto domestico.

Andrea Bolla, Presidente di Confindustria Verona, ha commentato: “L’edizione di quest’anno del Premio Nicolis è riuscita a mettere insieme due delle eccellenze del nostro territorio: l’industria agroalimentare e l’industria culturale che sono anche per molti aspetti direttamente correlate.

Le imprese agroalimentari non solo rappresentano il 7% delle imprese manifatturiere veronesi, ma con i loro marchi e il valore delle loro esportazioni – che nel primo semestre di quest’anno hanno registrato un incremento del 15,88% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso –  contribuiscono significativamente alla promozione del nostro territorio. Pensiamo, ad esempio, a tutti i marchi dall’industria dolciaria, alla pasta fresca, al caffè, alle carni, al vino, alle industrie di trasformazione della frutta, veri e propri testimonial del brand “Verona” in Italia e nel mondo.

Infine, ci tengo a ricordare che le imprese della cultura rappresentano un settore industriale che a Verona incide per il 6,8% sul valore aggiunto prodotto dall’industria nella nostra provincia e in questi anni di crisi ha dimostrato una forte capacità di tenuta anche occupazionale.

Ancora, nel primo semestre 2012, Verona è stata la prima provincia veneta per esportazioni di bevande con un valore di 375 Milioni di Euro, il 13,77%in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Verona da sola copre il 50% delle esportazioni venete di bevande e questo la “dice lunga”non solo sulla buona salute del settore, ma sulle legittime aspirazioni degli imprenditori del territorio a proporsi come “trascinatori” della ripresa”.

Matteo Lunelli, Presidente delle Cantine Ferrari e membro del Comitato Esecutivo di Fondazione Altagamma ha sottolineato l’esigenza di promuovere sempre di più il vino e il cibo come parte dello stile di vita italiano, sfruttando tutte le potenziali sinergie che esistono nella promozione dei settori simbolo del Made in Italy nel mondo. Oggi più che mai occorre muoversi uniti e l’obbiettivo di Fondazione Altagamma è proprio quello di fare sistema per sostenere e tutelare l’eccellenza, unendo le forze di tante aziende protagoniste dei vari settori, favorendo il confronto e l’incontro oltre che la condivisione di contatti e informazioni di mercato. Gli esempi delle sinergie che si possono cogliere sono tanti. Il bello e il buono vanno sempre d’accordo e le bollicine Ferrari accompagnano da sempre la moda e il design all’insegna dell’eccellenza italiana. Una sfilata di moda, una mostra di design, l’apertura di un negozio possono diventare un’ottima vetrina per i nostri vini. Al di là della specificità di ogni singolo brand, nel prodotto italiano e dunque nei vini e nei cibi italiani c’è un “valore aggiunto” che deriva dall’italianità del marchio.

Matteo Lunelli ha concluso sottolineando l’esigenza di mettere a punto una strategia di comunicazione del Sistema Italia per promuovere il paese a 360 gradi: Italia come paese da visitare, di cui imparare la lingua e comperare i prodotti, in cui investire, venire ad abitare e di cui scoprire il patrimonio artistico e culturale.

Ha concluso il dibattito Giovanni Rana, indiscusso ambasciatore del Made in Italy del gusto. L’industriale veronese ha ricordato l’evoluzione della sua Azienda. Partita negli anni ’60 come laboratorio artigianale per la produzione di tortellini freschi (di cui Rana seguiva personalmente la preparazione) si è sviluppata con l’introduzione dei primi macchinari che hanno consentito non solo il “balzo produttivo” (nel 1968, da 10 kg di pasta al giorno a 10 kg all’ora!), ma la completa industrializzazione del prodotto, mantenendo inalterate la qualità e bontà della pasta fatta in casa. L’introduzione in tutta la filiera (produzione, confezionamento, conservazione, stoccaggio, distribuzione) di avanzatissimi sistemi di controllo ha collocato Rana come una delle aziende più all’avanguardia nel settore della pasta ripiena e ha favorito la spinta verso la leadership del mercato italiano. La naturale evoluzione del business, propiziata dall’ingresso in azienda di Gian Luca Rana, è stata la internazionalizzazione e conquista dei principali mercati europei. Nella strategia di diversificazione si è inserito anche un nuovo modello di ristorazione che ha portato all’apertura di 28 ristoranti “Giovanni Rana” in Italia, 5 in Svizzera, 1 a Londra, 1 a Madrid, 1 in Lussemburgo e 1 a New York.

Del recente “succesful” sbarco negli Stati Uniti, Rana ha evidenziato numerosi aspetti, dalla scelta di impiantare il nuovo stabilimento a Bartlett, nei pressi di Chicago, alla rapidità con cui il progetto si è concretizzato. Rana ha impiegato solo 11 mesi per realizzare l’impianto (che impiega attualmente 100 dipendenti) mentre, ha ricordato, per lo stabilimento di Verona ci sono voluti ben 7 anni. Una testimonianza che ha offerto lo spunto per lanciare segnali concreti alle Istituzioni del Paese perché la volontà, la determinazione, la passione che muove gli imprenditori veronesi non vengano penalizzate dalla burocrazia che troppo spesso “tarpa le ali” anche ai più temerari. Con gli Stati Uniti sono 37 i Paesi nei quali il brand e i prodotti Rana sono presenti, con 7 siti produttivi.

La passione che ha attraversato la vita di Giovanni Rana gli ha valso innumerevoli onorificenze. Il “Premio Museo Nicolis” (un’opera in argento del Maestro Orafo veronese Cesare Soprana), promosso quest’anno anche per ricordare il fondatore del Museo Luciano Nicolis, vuole essere soprattutto un ringraziamento pubblico dell’intera Business Community per quello che lui e la sua Azienda hanno fatto, in Veneto e nel mondo.

Nel corso dell’evento è stato assegnato anche il Premio “Sfide d’Impresa” ai giovani imprenditori veronesi Alessio Scaboro e Lucio Biondaro di Pleiadi. Nata nel 2009 con lo scopo di comunicare e divulgare la scienza in modo interattivo, la Società è l’unica realtà in Veneto ad essere membro di ECSITE, The European Network of Science Center and Museums.

Attraverso laboratori didattici, un planetario digitale, settimane della scienza e manifestazioni culturali, Pleiadi opera con attività itineranti in diverse regioni italiane e sviluppa importanti programmi educational a contenuto scientifico per aziende e istituzioni.

Con il Premo Sfide d’Impresa, ha ricordato Silvia Nicolis, il Museo si fa interprete del sentimento di tutti gli imprenditori del territorio e testimonia con un segno concreto la fiducia, l’apprezzamento e l’incoraggiamento dell’ intera Business Community veneta nei confronti delle aziende giovani e in fase di start up.

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