Olivetti, 1932, M40
Olivetti M40, 1932, Italia
La Olivetti M40 fu progettata tra il 1929 e il 1930 da Camillo Olivetti, con il contributo dell’architetto Gino Levi Martinoli, per aggiornare la precedente Olivetti M20. Questo nuovo modello rimase in produzione fino al 1948, con alcune modifiche nel corso degli anni, tra cui una seconda versione nel 1937-38 e un’ulteriore revisione negli anni ’40. Nonostante fosse presentata in un periodo di crisi economica globale, la Grande Depressione, la M40 si impose rapidamente per la sua qualità costruttiva, la velocità di scrittura e la leggerezza del tocco della tastiera.
Dopo la guerra, la M40 rimase il modello standard della gamma Olivetti, con oltre mezzo milione di esemplari prodotti tra il 1930 e il 1948, affiancata da modelli come la semi-standard Studio 42 (1935) e la portatile MP1 (1932), fino alla svolta rappresentata da macchine più moderne come la Lexikon 80, la Lettera 22 e la Studio 44.
La tastiera, di tipo QZERTY (tipica delle macchine da scrivere italiane), comprendeva oltre ai tasti di scrittura standard, una barra spaziatrice, due tasti per le maiuscole, un tasto di blocco maiuscole, il tasto di ritorno, il tasto per sbloccare i margini, e in alcune versioni fino a 8 tasti di tabulazione decimale, registrabili o deregistrabili tramite due ulteriori tasti dedicati. La macchina disponeva inoltre di due tasti per la selezione del colore del nastro.
La macchina era disponibile con cinque diverse lunghezze del carrello, per adattarsi a vari formati di carta: 90, 120, 160, 200 e 250 spazi.
Curiosità: sulla M40 mancavano i tasti per il numero 1 (che si otteneva digitando la lettera l minuscola o la I maiuscola) e lo 0 (ottenuto con la lettera O maiuscola). Questa soluzione, comune nelle macchine per scrivere dell’epoca, contribuiva a semplificare la tastiera. Mancavano anche i tasti per le vocali accentate maiuscole, oggi indispensabili nella lingua italiana.














