Nato a Milano nel 1865, Edoardo Bianchi fondò a soli 20 anni, nel 1885, l’azienda che ancora oggi porta il suo nome. Alla iniziale produzione di carrozzelle per malati, strumenti di precisione e soprattutto, biciclette (fu il primo in Italia ad adottare le “gomme pneumatiche”), Bianchi affiancò alla fine del XIX secolo anche la produzione di automobili, utilizzando motori De Dion. Negli anni successivi l’azienda avviò anche la produzione di motociclette e autocarri. Nel 1955, la Casa entrò in compartecipazione con Fiat e Pirelli, dando origine al marchio Autobianchi. Su questo modello fu adottato per la prima volta un impianto elettrico per l’illuminazione interna alimentato da una batteria costituita di vasetti in vetro
colmi di acqua distillata e acido solforico. Da segnalare i fanali originali a carburo, l’avviamento a manovella, il posto di guida per l’autista separato dall’abitacolo per i passeggeri; la parte superiore può essere smontata per trasformare la vettura in torpedo. All’interno troviamo anche la prima forma di riscaldamento: uno scaldapiedi per i passeggeri. Era una tanica che prima di partire veniva riempita di acqua calda, la quale, una volta diventata fredda, veniva scambiata con l’acqua del radiatore.