Bianchi, 1953, Aquilotto

Bianchi “Aquilotto” – 1953 – Italia

Durante il regime fascista la fabbrica fondata da Edoardo Bianchi raggiunge il suo massimo splendore, chiamata a rispondere a molte commesse statali. Gli stabilimenti sono però pesantemente colpiti dai bombardamenti (come d’altronde quelli della Ducati) e ricominciare è difficile. Tuttavia al Marchio viene ancora associata un’immagine di affidabilità e qualità e i nuovi prodotti per la rinascita cercano di sfruttare anche questo importante fattore.

Tra questi c’è un velomotore, ovvero una bicicletta studiata per ospitare un micromotore di 45 cm³ , completo e funzionale che viene battezzato Aquilotto e che si pone a metà strada tra il motore ausiliario e il ciclomotore. Mantiene infatti “le caratteristiche essenziali di una normale bicicletta con l’aggiunta di un motore che elimina la fatica muscolare del guidatore”, come illustra il copioso materiale pubblicitario dell’epoca.

L’Aquilotto è di costruzione semplice e di aspetto elegante e si pone come antagonista raffinato del francese Velosolex. Il suo prezzo è decisamente superiore a quello di un semplice motore ausiliario, ma offre un prodotto già completo e non occorre dunque possedere una bicicletta. I consumi sono analoghi a quelli degli altri due tempi del periodo, con un litro di miscela al 5% sufficiente a percorrere oltre 80 km.

Disponibile in vari allestimenti (normale, sport e gran lusso) viene venduto a circa 70.000 lire.

Al Museo Nicolis vi è una ricca esposizione del marchio Bianchi nelle sezioni biciclette, motociclette ed automobili.

 

 

Veicolo
Marca: Bianchi
Modello: Aquilotto
N. Cilindri / Cilindrata: 1/48 cc
Potenza: 0.8 CV a 4500 g/min
Velocità: 35 km/h
Sponsor
Amici del Museo