MOSTRA, Che Storie!, Palazzo della Ragione, Milano.

Le testimonianze del Museo Nicolis in una inedita suggestione multimediale: il mito della Isotta Fraschini e due secoli di biciclette. In esposizione l' originale "Bici del Pompiere" dei primi del '900.

A Milano, gli oggetti di culto che hanno fatto la storia, nella grande Mostra di Museiimpresa.

“Che storie! Oggetti, miti e memorie dai musei e dagli archivi d’impresa”, organizzata dal Comune di Milano e da Museimpresa, una mostra in cui sono protagoniste anche le collezioni del Museo Nicolis
– il mito della Isotta Fraschini 8AS del 1929
– due secoli di biciclette. L’originale “Bici del Pompiere” dei primi del ‘900

Volete sapere come erano le prime biciclette, in legno e senza pedali, oppure come è nato il mito della Isotta Fraschini, la vettura preferita da Gabriele d’Annunzio che ha accompagnato i viaggi più lussuosi di inizio secolo? Ve lo racconta il Museo Nicolis nella bella Mostra “Che storie! Oggetti, miti e memorie dai musei e dagli archivi d’impresa” organizzata dal Comune di Milano e da Museimpresa (Assolombarda) – l’Associazione Italiana degli Archivi e Musei d’Impresa – dall’11 aprile al 12 maggio 2013 presso il Palazzo della Ragione a Milano.

Attraverso contributi storici e culturali, la Mostra ripercorre la storia industriale del nostro Paese con le testimonianze, a volte sorprendenti, di alcuni fra i marchi più prestigiosi del Made in Italy, da Alessi, a Ferragamo, a Barilla, a Ducati, a Campari, Branca e altri ancora. Oggetti, documenti, immagini, filmati consentono ai visitatori di entrare nella realtà di tante imprese italiane e di assistere, in una sorta di ideale “backstage”, alla progettazione, sviluppo, produzione di oggetti e prodotti eccellenti che hanno attraversato intere generazioni.

Il Museo Nicolis è una delle più moderne realtà museali italiane, per questo non c’è da stupirsi che il Nicolis abbia scelto la “Isotta Fraschini” per raccontare, attraverso immagini ed oggetti, la storia di un mito senza tempo; il restauro di questa straordinaria vettura è infatti durato ben 15 anni ma, oggi, il modello del 1929 , è uno degli oggetti più ammirati dai visitatori di tutto il mondo. Della Isotta Fraschini si parla come di una vettura leggendaria. Non tutti sanno, per esempio, che la “Società Milanese di Automobili Isotta Fraschini” è nata proprio a Milano nel 1900, che è diventata in pochissimo tempo il maggior produttore italiano di vetture di lusso, che sin dagli inizi aveva puntato sui mercati esteri diventando – già negli anni Venti – la vettura straniera più venduta negli Stati Uniti! Sfarzosa, monumentale, emblematica del viaggio di lusso, costava più o meno 150.000 Lire ed era progettata per offrire non solo eccellenti prestazioni (la “Tipo 8” fu la prima vettura dotata di motore a 8 cilindri costruito in serie), ma per essere un autentico salotto viaggiante, senza eguali per la cura maniacale dei dettagli e del comfort. Per questo è stata amata e scelta da molti potenti della terra – basti pensare allo Zar di Russia, a Rodolfo Valentino, a Gabriele D’Annunzio, a Benito Mussolini – ed è stata celebrata da Hollywood nel film “Viale del Tramonto”. I tessuti preziosi, le rifiniture in argento, i vetri in cristallo che separano l’autista dai passeggeri, sottolineano ancora oggi il carattere esclusivo di veicolo di lusso per pochi e di oggetto del desiderio per molti.

La mostra di Museimpresa offre una lettura inedita e multimediale di questa superba “milanese” a quattro ruote, dal fascino intramontabile……

Per gli appassionati delle due ruote, invece, è ancora il Museo Nicolis a riservare grandi sorprese presentando, in una sofisticata interpretazione digitale, la storia della bicicletta, dalle origini ai giorni nostri. I visitatori si stupiranno nello scoprire che le origini della amatissima due ruote vanno ricondotte alla Draisina del 1816, un pezzo unico in legno lavorato, creato dal tedesco Barone Von Drais, ma ancora totalmente privo di pedali! Per avanzare, i nostri sportivissimi antenati stavano a cavalcioni e procedevano sul terreno a forza di pedate. Se volevano cambiare direzione, dovevano fermarsi e spostare il bizzarro veicolo a braccia. Per fare il salto di qualità verso un mezzo più fruibile e più simile alle biciclette moderne bisogna attendere fino al 1861, quando Michaux, un carrozziere parigino pieno di talento, riesce a ottenere la propulsione del mezzo a due ruote applicando i pedali alla Draisina e collegandoli, con delle manovelle, direttamente all’asse motrice. In omaggio all’inventore, queste antesignane delle moderne biciclette vengono chiamate Michaudine. Alla Mostra di Museimpresa al Palazzo della Ragione i visitatori potranno invece ammirare “In diretta”  la singolare “Bici del Pompiere” dei primi del ‘900. Bella, rossa, aggressiva, è una sorta di omaggio a quei valorosi tutori della sicurezza.

Gli esemplari – presentati nella Mostra di Milano in una inconsueta versione digitale – si possono ammirare “dal vivo” al Museo Nicolis e sono soltanto due pezzi di una straordinaria collezione che comprende oltre 100 esemplari, tra cui il Bicicletto Bianchi, assemblato più o meno nel 1885, da un giovane meccanico nella sua officina di Via Nirone a Milano e che rappresenta un ulteriore “omaggio milanese“ alla Mostra di Museimpresa.

www.museimpresa.com

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